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Il naming giusto per le location dell’innovazione

Mi è costato fatica scrivere un titolo così orrendo ma, per quanto mi possano infastidire alcuni eccessi, a volte mi ritrovo davvero a utilizzare degli anglicismi – e non per pigrizia o distrazione, ma proprio perché ritengo che il termine italiano corrispondente non riesca a rendere del tutto le sfumature che voglio comunicare.

È proprio sul ricco bagaglio evocativo che alcuni anglicismi si portano dietro che si concentra un bell’articolo di Claudia Peverini sul sito dell’Istituto Treccani. Per coniare espressioni capaci di imporsi nell’uso comune, è necessario fare attenzione alla cultura nella quale queste impressioni dovranno farsi notare, lasciarsi ricordare e imporsi nell’uso comune.

Invece della sterile lamentela contro l’abuso di anglicismi, contributi come questo servono a far evolvere il linguaggio e, nel caso specifico analizzato nell’articolo, a rafforzare la cultura dell’innovazione.